Il PNRR torna a puntare con decisione sul fotovoltaico in ambito agricolo. Con il decreto ministeriale n. 681806 del 17 dicembre 2025 ha preso forma la nuova Misura Facility Parco Agrisolare, che mette a disposizione 789 milioni di euro per incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali. Un intervento che si inserisce in continuità con i precedenti bandi Parco Agrisolare, ma con un’impostazione più strutturata e con tempistiche particolarmente stringenti, che richiedono competenze tecniche e operative solide.
Per le imprese agricole, zootecniche e agroindustriali si tratta di un’occasione strategica per ridurre i costi energetici, aumentare l’autoconsumo e migliorare la sostenibilità ambientale delle proprie strutture produttive. In questo contesto, l’affiancamento di un operatore specializzato come Sogartech, azienda sarda attiva nella progettazione e installazione di impianti fotovoltaici professionali, diventa determinante per trasformare l’incentivo in un investimento realmente efficace.
La misura Facility Parco Agrisolare è finanziata dal PNRR nell’ambito della Missione 2, Componente 1, e ha l’obiettivo di convertire edifici strumentali agricoli in veri e propri siti di produzione di energia rinnovabile destinata all’autoconsumo, anche in forma condivisa. Il perimetro degli interventi è chiaramente definito: installazione di impianti fotovoltaici in copertura, nel rispetto di requisiti di qualità, di efficienza energetica e degli obiettivi climatici europei. Non si tratta quindi di un semplice contributo economico, ma di una misura che richiede una progettazione tecnica rigorosa, conforme sia alle norme nazionali sia ai vincoli PNRR.
La dotazione complessiva di 789 milioni di euro comprende anche una quota destinata agli oneri di gestione del soggetto attuatore, che può arrivare fino a 16 milioni di euro. Le risorse vengono ripartite tra le diverse filiere del comparto agricolo e agroindustriale, distinguendo tra produzione agricola primaria, trasformazione dei prodotti agricoli e trasformazione in prodotti non agricoli. Una parte significativa dei fondi è inoltre vincolata territorialmente: almeno il 40% delle risorse, al netto degli oneri di gestione, dovrà essere destinato a progetti localizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per le imprese agricole sarde, questo rappresenta un elemento di forte interesse e un’opportunità concreta di accesso alle agevolazioni.
I beneficiari della misura sono numerosi e comprendono imprenditori agricoli, imprese di trasformazione e commercializzazione, cooperative agricole, consorzi e forme aggregate come reti d’impresa, ATI o comunità energetiche rinnovabili. Le agevolazioni vengono concesse sotto forma di contributo in conto capitale e il decreto introduce criteri di priorità che possono incidere in modo rilevante sulla graduatoria delle domande. In particolare, viene data precedenza ai soggetti iscritti alla rete agricola di qualità e alle imprese che non hanno già beneficiato dei precedenti bandi Parco Agrisolare.
Dal punto di vista operativo, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) svolgerà il ruolo di soggetto attuatore, occupandosi della pubblicazione degli Avvisi, della gestione delle domande, della selezione dei progetti ammessi e dell’erogazione dei contributi. Questo implica che tutta la documentazione tecnica e amministrativa dovrà essere predisposta in modo impeccabile, rispettando i criteri di ammissibilità e le tempistiche fissate dal bando.
Un aspetto centrale della Facility Parco Agrisolare riguarda il rispetto dei requisiti PNRR. I progetti devono essere conformi al principio DNSH, ovvero non arrecare un danno significativo all’ambiente, in linea con la normativa europea. È inoltre richiesto un contributo climatico minimo, che nel quadro complessivo della misura ammonta a oltre 633 milioni di euro. Sul piano procedurale, la tracciabilità è un elemento imprescindibile: ogni progetto dovrà essere identificato tramite CUP e, dove previsto, CIG, da riportare anche nelle fatture elettroniche, così da garantire la piena ricostruibilità dei flussi finanziari.
Dal punto di vista economico, valgono le regole sugli aiuti di Stato e il divieto di doppio finanziamento. La cumulabilità con altri incentivi è ammessa solo entro i limiti consentiti e a condizione che non vengano finanziati due volte gli stessi costi. Restano inoltre in vigore i parametri tecnici già definiti dal decreto ministeriale del 19 aprile 2023, compresi i limiti di costo, come il tetto massimo di 1.500 euro per kWp per i moduli fotovoltaici.
Le scadenze rappresentano uno degli elementi più critici della misura. Gli accordi giuridici con i beneficiari dovranno essere stipulati entro il 31 dicembre 2026, data entro la quale dovrà essere completato l’investimento complessivo. Per i singoli interventi, il termine è altrettanto stringente: i progetti ammessi dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione del finanziamento. Questo rende fondamentale una pianificazione accurata, capace di integrare progettazione, autorizzazioni, approvvigionamento dei materiali e installazione dell’impianto.
In questo scenario, Sogartech si propone come partner tecnico specializzato per le imprese agricole e agroindustriali che intendono accedere alla Facility Parco Agrisolare. Dalla progettazione degli impianti fotovoltaici in copertura alla verifica dei requisiti tecnici ed economici, fino alla realizzazione chiavi in mano dell’intervento, un approccio professionale consente di ridurre i rischi, rispettare le tempistiche PNRR e massimizzare i benefici dell’incentivo. Il nuovo bando Parco Agrisolare non è solo un’opportunità di finanziamento, ma un passo concreto verso l’autonomia energetica e la sostenibilità delle aziende agricole italiane.
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