È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che disciplina la nuova misura “Facility Parco Agrisolare”, finanziata con 789 milioni di euro nell’ambito del PNRR. Il provvedimento, adottato con Decreto ministeriale n. 681806 del 17 dicembre 2025 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, si inserisce in continuità con i precedenti Bandi Parco Agrisolare e punta a rafforzare la produzione di energia rinnovabile nel comparto agricolo e agroindustriale.
Per le imprese della Sardegna, e più in generale per le realtà del settore agricolo e zootecnico, si tratta di un’opportunità strategica per installare impianti fotovoltaici sui tetti di fabbricati rurali, ridurre i costi energetici e migliorare la sostenibilità delle attività produttive.
Cos’è la Facility Parco Agrisolare e quali interventi finanzia
La Facility Parco Agrisolare è una misura finanziata dal PNRR nell’ambito della Missione 2, Componente 1, con l’obiettivo di trasformare le strutture produttive dei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale in siti di produzione di energia rinnovabile destinata all’autoconsumo, anche in forma condivisa.
Il perimetro degli interventi ruota attorno all’installazione di impianti fotovoltaici in copertura su edifici strumentali all’attività agricola o industriale. L’impostazione tecnica combina produzione di energia rinnovabile, requisiti di qualità ed efficienza degli impianti e pieno rispetto degli obiettivi climatici europei.
La misura si innesta sul quadro tecnico già definito dal decreto ministeriale del 19 aprile 2023, che stabilisce caratteristiche degli interventi, criteri di ammissibilità e limiti economici, tra cui il tetto massimo di 1.500 euro per kWp per i pannelli fotovoltaici.
Dotazione finanziaria e ripartizione delle risorse
La dotazione complessiva della Facility Parco Agrisolare è pari a 789 milioni di euro. All’interno di questa somma è prevista una quota fino a 16 milioni di euro per coprire gli oneri di gestione del soggetto attuatore.
Le risorse sono ripartite tra diverse tipologie di attività:
- 473 milioni di euro sono destinati alla produzione agricola primaria con vincoli tecnici già previsti nel quadro della misura;
- 140 milioni di euro sono riservati alla produzione agricola primaria senza tali vincoli, con possibilità per le imprese di presentare domanda solo su una delle due linee;
- 150 milioni di euro sono destinati alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli;
- 10 milioni di euro sono riservati alla trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli.
È inoltre previsto un vincolo territoriale: almeno il 40% delle risorse, al netto degli oneri di gestione, deve essere destinato a progetti localizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per le imprese agricole sarde si tratta quindi di una quota significativa di fondi potenzialmente accessibili.
Chi può accedere ai contributi Parco Agrisolare
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto in conto capitale e si rivolgono a un ampio ventaglio di soggetti:
- imprenditori agricoli in forma individuale o societaria;
- imprese della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
- cooperative agricole e consorzi;
- forme aggregate come ATI, RTI, reti di impresa e comunità energetiche rinnovabili.
Il decreto prevede criteri di priorità trasversali. In particolare, viene riconosciuta precedenza ai soggetti iscritti alla rete agricola di qualità e a chi non ha già beneficiato di precedenti finanziamenti legati alla misura Parco Agrisolare.
I progetti saranno selezionati tramite uno o più bandi emanati dal MASAF e gestiti operativamente dal Gestore dei Servizi Energetici, che curerà la fase istruttoria e l’erogazione dei contributi.
Requisiti PNRR, DNSH e tracciabilità
Come tutte le misure finanziate dal PNRR, anche la Facility Parco Agrisolare è soggetta a requisiti stringenti.
Sul piano ambientale, i progetti devono rispettare il principio DNSH, ossia non arrecare un danno significativo all’ambiente, in coerenza con la normativa europea. Sul versante climatico, la misura deve garantire un contributo climatico minimo complessivo di 633 milioni di euro.
Dal punto di vista amministrativo e contabile, è fondamentale la tracciabilità delle operazioni. Ogni progetto sarà identificato tramite CUP e, ove previsto, CIG, da indicare anche nelle fatture elettroniche, così da assicurare la piena ricostruibilità dei flussi finanziari.
Inoltre, trovano applicazione le regole sugli aiuti di Stato e il principio del divieto di doppio finanziamento. La cumulabilità con altri incentivi è ammessa solo entro i limiti consentiti e a condizione che non vengano coperti gli stessi costi già oggetto di contributo.
Scadenze e tempi di realizzazione
Le tempistiche sono particolarmente rigorose. Entro il 31 dicembre 2026 dovranno essere stipulati gli accordi giuridici con i beneficiari per l’intero importo finanziato e dovrà essere completato l’investimento.
Per i singoli interventi, i progetti ammessi dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione del finanziamento. Questo richiede una pianificazione tecnica accurata e una gestione efficiente delle fasi di progettazione, fornitura e installazione dell’impianto fotovoltaico.
Perché affidarsi a un installatore qualificato per il fotovoltaico agricolo
L’accesso ai contributi del Facility Parco Agrisolare richiede competenze tecniche, conoscenza dei requisiti normativi e capacità di progettazione conforme ai criteri PNRR.
Per le aziende agricole e agroindustriali della Sardegna, affidarsi a un installatore specializzato in impianti fotovoltaici significa poter contare su:
- analisi preliminare della copertura e delle strutture esistenti;
- dimensionamento dell’impianto in funzione dei fabbisogni energetici e dell’autoconsumo;
- rispetto dei limiti economici e tecnici previsti dal decreto;
- supporto nella predisposizione della documentazione tecnica richiesta dai bandi;
- installazione certificata e conforme alle normative vigenti.
La Facility Parco Agrisolare rappresenta un’opportunità concreta per ridurre i costi energetici, aumentare l’autonomia produttiva e valorizzare il patrimonio edilizio rurale attraverso soluzioni di energia rinnovabile sostenibile.
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