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Impianto geotermico: come funziona, tipologie e normative

Tra le molteplici soluzioni per creare comfort in casa sfruttando le energie alternative ci sono senza dubbio gli impianti geotermici, particolarmente efficienti in Sardegna.

Probabilmente meno conosciuto e utilizzato rispetto ad altre opzioni, l’impianto geotermico sa essere efficace nel generare riscaldamento nel periodo invernale, raffrescare in quello estivo e produrre acqua sanitaria utile per le esigenze di ambienti residenziali.

Scopriamo di cosa si tratta e quali sono le principali caratteristiche grazie all’approfondimento pubblicato dal portale Edilizia.com, sito specializzato nel settore edile.

Che cos’è e come funziona un impianto geotermico

L’impianto geotermico sfrutta il principio della geotermia ossia riesce a produrre in maniera naturale calore dal sottosuolo. Il sistema di funzionamento è estremamente semplice ma efficace.

In particolare per la realizzazione di un impianto geotermico è necessario installare delle tubature interrate in senso orizzontale oppure verticale (sonde) al di sotto dell’abitazione. Le tubature devono essere collegata ad una pompa geometrica che va inserita nell’edificio per inviare il calore e acqua sanitaria verso i vari ambienti interni di una casa.

Con la geotermia il calore viene ottenuto dal terreno oppure da una fonte d’acqua che si trova nelle vicinanze. Il meccanismo che permette tutto questo è legato al cosiddetto accumulo e scambio termico peraltro utile per alternare il funzionamento (freddo d’estate e cado d’inverno).

Va considerato che la pompa di calore va alimentata elettricamente per funzionare per cui deve essere collegata a un impianto elettrico ma questo aspetto si può ottimizzare rendendo il tutto ancora più ecosostenibile con l’installazione di un impianto fotovoltaico utile anche per tutte le altre esigenze della casa.

Le tipologie di impianto geotermico

Le potenzialità di un impianto geotermico sono importanti perché consente di ottenere l’energia necessaria per tutte le esigenze domestiche da energia pulita. Tuttavia non esiste una sola configurazione di impianto che consente ciò ma ne sono disponibili diverse varianti.

L’impianto può essere a bassissima temperatura. Si tratta di una soluzione che funziona soprattutto con lo sfruttamento dell’acqua non superando mai la temperatura di 30°C. Per queste sue caratteristiche, l’impianto a bassissima temperatura è adatto soprattutto per riscaldare oppure per rinfrescare gli ambienti residenziali.

La seconda opzione è rappresentata dall’impianto a bassa temperatura. In questo caso si va a sfruttare acqua calda con temperatura che può andare da un minimo di 30°C fino ad un massimo di 100°C. Questo genere di impianto, invece, non è adatto per un utilizzo residenziale ma per le esigenze di industrie oppure di strutture termali.

La terza opzione è l’impianto a media temperatura che prevede un sistema capace di sfruttare l’acqua calda e in aggiunta anche il vapore. Come è facile ipotizzare, in questo caso si utilizza acqua che ha una temperatura superiore ai 100°C e fino a un massimo di 180°C. I campi di utilizzo sono soprattutto dedicati alla produzione di energia elettrica e di calore (da rimarcare che il sistema prevede la presenza di un fluido utile per regolare le temperature).

La quarta e ultima tipologia di impianto geotermico è ad alta temperatura per cui si sfruttano soprattutto il vapore perché si parla di temperature al di sopra dei 180°C. É una configurazione che offre tantissimi benefici perché permette la produzione di calore, di raffrescare gli ambienti e la produzione di acqua sanitaria e di energia elettrica.

I vantaggi di un impianto geometrico

Sono enormi le potenzialità di un impianto geotermico perché offre tanti vantaggi per l’utilizzatore. Innanzitutto, si tratta di un impianto che tutela l’ambiente perché non rilascia anidride carbonica. Inoltre, i costi che devono essere sostenuti per l’acquisto e l’installazione dell’impianto, possono essere facilmente ammortizzati nel medio periodo grazie ai risparmi che si ottengono sulle bollette energetiche.

Naturalmente la percentuale di risparmio dipende dalla configurazione di impianto che si va ad inserire nel proprio contesto e anche dalle caratteristiche ambientali. Inoltre, c’è anche un discorso legato alla pompa geotermica perché in commercio ce ne sono di tantissime tipologie che si diversificano soprattutto per le prestazioni e l’efficienza energetica.

Più alta è l’efficienza energetica e maggiore sarà il risparmio.

Altro vantaggio riguarda la manutenzione che va fatta ma con periodicità non molto elevata. Tra l’altro la manutenzione è talmente semplice che non sarà necessario rivolgersi ad un tecnico qualificato ma può essere gestita direttamente dal proprietario dell’impianto.

Ulteriore aspetto positivo riguarda la sicurezza di questo sistema che si dimostra tra i più funzionali sotto questo punto di vista. I motivi sono piuttosto semplici perché a differenza di altri impianti, in questo caso non c’è la combustione di un gas oppure di un carburante e quindi si abbassa il rischio di incidenti.

Il calore arriva in maniera naturale dal terreno e questo comporta un rischio pari a zero circa possibili corto circuiti, sovraccarichi o incendi. Volendo quantificare il risparmio sui consumi energetici è possibile dire che un impianto di buona qualità permette di risparmiare complessivamente circa il 50%. Questa stima può essere notevolmente incrementata qualora si decida di abbinare all’impianto geotermico, un impianto fotovoltaico per l’alimentazione della pompa geotermica e non solo.

Detrazioni fiscali

Un punto a favore degli impianti geotermici è che le spese possono essere abbattute progressivamente nel tempo grazie ai risparmi in bolletta e alle detrazioni fiscali che oggi sono disponibili per chi acquista una pompa di calore a energia geotermica.

Ci sono varie opzioni tra cui la più interessante e relativa al Superbonus 110% per cui si abbatte completamente l’acquisto e l’installazione dell’impianto.

Bisogna ovviamente capire se ci siano o meno le premesse per poter fruire di questo genere di incentivo grazie al quale è possibile portare in detrazione fiscale tutta la somma pagata per l’impianto e l’acquisto della pompa di calore.

Ci sono altre alternative molto più fruibili e semplici da ottenere come l’Ecobonus per una detrazione che varia tra il il 50% e il 65% della spesa sostenuta e il Conto Termico 2.0.

La normativa

In linea teorica un impianto geotermico può essere installato su qualsiasi terreno presente in Italia. Nella pratica invece è necessario soddisfare quanto previsto dalla normativa vigente per rispettare determinati parametri.

Innanzitutto, bisogna disporre di una quantità di terreno sufficiente in relazione al tipo di sistema che si ha in mente di realizzare. Nello specifico, se si decide di installare un impianto con sonde geometriche disposte verticalmente, allora bisognerà raggiungere una profondità che va tra 15 e 150 metri sotto terra. Se invece si procede con l’installazione di sonde geotermiche orizzontali allora la superficie dovrà essere tra il 100 e il 150% maggiore rispetto alla porzione di terreno occupata dall’edificio.

Volendo fare un esempio, se si dispone di una villetta di campagna di 200 metri quadrati di pianta occorrerà avere un terreno di almeno 200 metri quadrati.

Altra problematica è relativa all’installazione di un impianto geotermico in un edificio che è già stato realizzato. Siccome le sonde e dunque le tubature devono essere sistemate sotto l’edificio, è facile intuire come questa tipologia di intervento risulti quanto mai complessa per costruzioni già presenti. In fase di progettazione di un nuovo edificio è inoltre consigliato rivolgersi ad un’azienda specializzata che per prima cosa vada ad analizzare il terreno e le sue caratteristiche per scoprirne le potenzialità.

Infatti, alcuni tipi di terreni offrono un rendimento molto più elevato e quindi hanno una capacità maggiore di donare calore all’impianto come nel caso delle rocce con conducibilità termica elevata oppure il calcare massiccio, il granito e la ghiaia satura d’acqua.

Superate queste difficoltà dal punto di vista pratico, si procede con un iter burocratico che prevede l’ottenimento di una serie di autorizzazioni. Anche in questo caso l’iter differisce a seconda della configurazione di impianto.

Se si procede con sonde geometriche verticali le autorizzazioni vanno richieste agli enti locali ossia le amministrazioni comunali oppure alla Regione. Invece, per le sonde orizzontali non sarà necessario richiedere l’autorizzazione qualora la profondità di posizionamento delle tubature sia inferiore ai 2 metri.

Diversa situazione è quella in cui si procede con l’installazione di un impianto geotermico che sfrutta le falde acquifere.

Qui si entra una discorso di tutela ambientale per cui bisogna far riferimento a quanto stabilito dal decreto legislativo numero 152 del 2006.

Inoltre, con il Decreto Geotermico pubblicato il 14 Ottobre 2022 sono state introdotte delle semplificazioni per questo genere di impianti. In particolare rientrano nel regime di Edilizia Libera, tutti gli impianti con potenza inferiore a 2 MW che scambiano solo energia termica senza l’immissione o prelievo di fluidi mentre la potenza termica deve essere fino a un massimo di 100 kW.

In aggiunta, le sonde non devono essere a profondità superiore ai 2 metri al piano di campagna se orizzontale altrimenti non superiore a 80 metri. La Pas (Procedura Abilitativa Semplificata) è prevista nel caso di impianti con sonde, se orizzontali, a profondità inferiore a 3 metri oppure a 170 m con potenza termica massima di 100 kW.

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