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Pompa di calore con termosifoni: compatibilità, consumi e soluzioni per gli impianti esistenti

Sostituire la caldaia con una pompa di calore collegata ai termosifoni può essere una soluzione efficace per ridurre l’impiego di combustibili fossili e migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione. La presenza di radiatori tradizionali, però, non garantisce automaticamente né esclude la compatibilità con questa tecnologia.

Prima di scegliere la macchina occorre verificare il fabbisogno termico dell’edificio, la capacità dei termosifoni di riscaldare gli ambienti con acqua a temperature più basse e le condizioni nelle quali la pompa di calore dovrà lavorare durante l’inverno.

Una sostituzione eseguita senza calcoli può causare ambienti poco riscaldati, consumi elettrici superiori alle previsioni o un uso frequente della resistenza integrativa. Un impianto correttamente dimensionato, invece, può funzionare anche con i radiatori esistenti, eventualmente intervenendo soltanto sui terminali meno adatti.

Come funziona una pompa di calore con i termosifoni

Una pompa di calore aria-acqua preleva energia termica dall’aria esterna e la trasferisce all’acqua che circola nell’impianto di riscaldamento. L’acqua raggiunge i radiatori, cede calore agli ambienti e ritorna al generatore per iniziare un nuovo ciclo.

Il principio di distribuzione è quindi simile a quello di un impianto alimentato da una caldaia. La differenza principale riguarda le temperature di esercizio.

Le caldaie tradizionali possono alimentare i termosifoni con acqua a temperature elevate. Le pompe di calore raggiungono invece le condizioni di maggiore efficienza quando lavorano con una temperatura di mandata più contenuta.

Per stabilire se l’abbinamento è possibile bisogna mettere in relazione:

  • il calore necessario per mantenere confortevole ogni ambiente;
  • la potenza ceduta dai radiatori alla temperatura prevista;
  • le prestazioni della pompa di calore nelle condizioni climatiche della zona;
  • l’isolamento dell’edificio;
  • le abitudini di utilizzo dell’impianto.

La valutazione non può quindi basarsi soltanto sulla superficie dell’abitazione o sulla potenza della vecchia caldaia.

A quale temperatura devono lavorare i termosifoni

La temperatura di mandata è uno degli aspetti decisivi nella progettazione. Più aumenta la temperatura dell’acqua richiesta, maggiore è generalmente il lavoro necessario alla pompa di calore e minore può diventare il suo rendimento.

Un impianto radiante a pavimento può normalmente lavorare con temperature relativamente basse. I termosifoni tradizionali, soprattutto negli edifici meno isolati, possono richiedere valori superiori.

In molte situazioni, radiatori correttamente dimensionati possono garantire il comfort con una mandata compresa indicativamente tra 45 e 55 °C. Altri edifici possono richiedere temperature più elevate, almeno nelle giornate più fredde.

Non esiste però un valore valido per tutte le abitazioni. La temperatura necessaria dipende da:

  • materiale e dimensioni dei radiatori;
  • numero degli elementi installati;
  • volume degli ambienti;
  • qualità dell’isolamento;
  • esposizione e posizione dell’immobile;
  • dispersioni di pareti, copertura, pavimento e finestre;
  • temperatura esterna di progetto.

Le pompe di calore ad alta temperatura possono produrre acqua oltre i 60 °C, ma la temperatura massima dichiarata non è sufficiente per valutare la convenienza. È necessario conoscere anche la potenza disponibile e il rendimento della macchina quando l’aria esterna è fredda e la mandata richiesta è elevata.

Perché la resa dei radiatori diminuisce abbassando la mandata

La quantità di calore ceduta da un termosifone dipende dalla differenza tra la temperatura media dell’acqua e quella dell’ambiente.

Un radiatore che sviluppa una determinata potenza con acqua molto calda ne eroga una inferiore quando viene alimentato a temperature più contenute. Questo non significa necessariamente che debba essere sostituito: la sua resa deve essere confrontata con il fabbisogno reale della stanza.

Se il radiatore è abbondante rispetto alle dispersioni del locale, può continuare a garantire il comfort anche con una mandata ridotta. Se invece è già insufficiente con il generatore esistente, il passaggio alla pompa di calore richiede probabilmente un intervento.

Le possibili soluzioni comprendono:

  • aumentare il numero degli elementi;
  • installare un radiatore più grande;
  • sostituire alcuni terminali con modelli adatti alle basse temperature;
  • utilizzare ventilconvettori nei locali più difficili;
  • migliorare l’isolamento dell’edificio;
  • valutare una pompa di calore ad alta temperatura;
  • scegliere un sistema ibrido.

Spesso non è necessario modificare tutti i termosifoni. Il calcolo stanza per stanza può individuare soltanto i punti nei quali la superficie radiante non è sufficiente.

La prova da effettuare prima di sostituire la caldaia

Quando le caratteristiche della caldaia e dell’impianto lo consentono, può essere utile eseguire una prova durante un periodo freddo, abbassando gradualmente la temperatura di mandata.

L’impianto deve essere lasciato funzionare in modo regolare, evitando spegnimenti prolungati e rapide ripartenze. Occorre poi verificare se tutti gli ambienti riescono a raggiungere e mantenere la temperatura desiderata.

La prova può aiutare a capire:

  • quali stanze si riscaldano più lentamente;
  • se alcuni radiatori sono sottodimensionati;
  • se l’impianto è sbilanciato;
  • se valvole o tubazioni limitano la circolazione;
  • quale temperatura di mandata potrebbe essere sufficiente.

Il risultato rappresenta un’indicazione utile, ma non sostituisce il dimensionamento tecnico. Le condizioni meteorologiche, l’esposizione solare e l’utilizzo degli ambienti possono infatti cambiare da un giorno all’altro.

Come dimensionare una pompa di calore per termosifoni

La potenza della nuova pompa di calore non dovrebbe essere scelta copiando quella indicata sulla vecchia caldaia. Molti generatori sono sovradimensionati rispetto alle reali dispersioni dell’edificio, anche perché devono produrre rapidamente l’acqua calda sanitaria.

Il dimensionamento corretto parte dal calcolo del carico termico dell’abitazione e dei singoli locali. Il tecnico deve quindi censire i radiatori presenti e stimarne la resa alle temperature previste dal nuovo sistema.

Nella scelta della macchina devono essere considerate le prestazioni nelle condizioni effettive di lavoro e non soltanto i dati riferiti alle situazioni più favorevoli riportate nelle schede commerciali.

Tra gli elementi da verificare rientrano:

  • potenza termica disponibile nelle giornate più fredde;
  • rendimento con la temperatura di mandata prevista;
  • modulazione minima durante le mezze stagioni;
  • comportamento nei cicli di sbrinamento;
  • presenza e logica di funzionamento della resistenza elettrica;
  • assorbimento massimo;
  • potenza elettrica disponibile nell’immobile;
  • rumorosità dell’unità esterna;
  • produzione dell’acqua calda sanitaria.

Il COP esprime il rapporto tra energia termica prodotta ed energia elettrica assorbita in una determinata condizione. Per stimare i consumi annuali è però più utile considerare la prestazione stagionale, influenzata dal clima, dalle temperature dell’acqua e dal funzionamento ai carichi parziali.

Pompa di calore ad alta temperatura: quando può essere utile

Una pompa di calore ad alta temperatura può essere valutata quando i termosifoni non possono essere sostituiti, l’edificio presenta dispersioni rilevanti o non è possibile aumentare la superficie dei terminali.

La capacità di raggiungere temperature elevate permette di adattarsi più facilmente a determinati impianti esistenti, ma non elimina la necessità del calcolo.

Prima di scegliere questa soluzione è opportuno confrontare il consumo previsto con quello ottenibile attraverso interventi alternativi. Aumentare alcuni radiatori o ridurre le dispersioni può consentire di abbassare la mandata e migliorare il rendimento per l’intera vita dell’impianto.

Il confronto dovrebbe quindi riguardare il sistema nel suo complesso, non soltanto il prezzo del generatore.

Pompa di calore monovalente o sistema ibrido

In un impianto monovalente la pompa di calore copre da sola il fabbisogno di riscaldamento previsto. Questa configurazione può essere adatta quando edificio, termosifoni e potenza elettrica sono compatibili con il funzionamento del sistema.

Un sistema ibrido integra invece una pompa di calore e una caldaia attraverso un controllo coordinato. La regolazione seleziona il generatore più adatto in base alle condizioni esterne, alla temperatura richiesta e ai parametri impostati.

Questa soluzione può essere presa in considerazione nei lavori di riqualificazione graduale o negli edifici nei quali la pompa di calore avrebbe difficoltà a coprire da sola i picchi invernali.

La presenza di due generatori non produce automaticamente un risparmio. La soglia di commutazione e la strategia di funzionamento devono essere configurate in funzione delle prestazioni reali e dei costi dell’energia.

Quanto consuma una pompa di calore collegata ai termosifoni

Il consumo dipende soprattutto dal fabbisogno termico dell’edificio e dall’efficienza stagionale dell’impianto.

In termini semplificati, l’energia elettrica necessaria può essere stimata dividendo il calore richiesto dall’abitazione per il rendimento stagionale della pompa di calore. Un sistema che lavora a temperature moderate consumerà generalmente meno dello stesso apparecchio costretto a produrre acqua molto calda.

I consumi possono aumentare in presenza di:

  • mandata costantemente elevata;
  • utilizzo frequente della resistenza elettrica;
  • macchina sovradimensionata e soggetta a continue accensioni;
  • pompa sottodimensionata;
  • radiatori insufficienti;
  • tubazioni sporche o impianto non bilanciato;
  • dispersioni elevate dell’edificio;
  • regolazione non corretta;
  • spegnimenti prolungati seguiti da rapide ripartenze.

La termoregolazione climatica adegua la temperatura dell’acqua alle condizioni esterne, evitando di mantenere la mandata al massimo anche quando non è necessario. L’importanza di questa regolazione è richiamata anche nei consigli sul riscaldamento pubblicati da ENEA.

Pompa di calore, fotovoltaico e accumulo

L’abbinamento tra pompa di calore e impianto fotovoltaico può ridurre la quantità di energia prelevata dalla rete. La convenienza dipende però dalla contemporaneità tra produzione solare e consumi.

Durante l’inverno il fabbisogno di riscaldamento raggiunge i valori più elevati proprio quando le giornate sono più corte e la produzione fotovoltaica può diminuire. Per questo il dimensionamento non deve basarsi sull’idea che il fotovoltaico possa coprire automaticamente tutti i consumi della pompa di calore.

Un sistema di accumulo elettrico può aumentare l’autoconsumo, ma deve essere valutato considerando profilo dei consumi, potenza dell’impianto, produzione attesa e modalità di utilizzo dell’abitazione.

Sogartech progetta anche impianti fotovoltaici in Sardegna, consentendo di analizzare in modo coordinato produzione elettrica e climatizzazione dell’edificio.

Cosa controllare nell’impianto esistente

Prima dell’installazione è necessario verificare le condizioni della rete di distribuzione. Un impianto datato può presentare fanghi, magnetite, valvole bloccate o sezioni delle tubazioni non adeguate alle portate richieste.

Il sopralluogo dovrebbe interessare:

  • tipologia e dimensioni di ogni radiatore;
  • percorso e materiale delle tubazioni;
  • stato delle valvole;
  • portata disponibile;
  • bilanciamento degli ambienti;
  • qualità dell’acqua presente nel circuito;
  • eventuale necessità di filtri o defangatore;
  • spazio per unità interna, bollitore e componenti idraulici;
  • posizione dell’unità esterna;
  • scarico dell’acqua di condensa e di sbrinamento;
  • alimentazione e protezioni elettriche.

Il lavaggio dell’impianto deve essere valutato sulla base delle sue condizioni, evitando di considerarlo un intervento necessario in ogni situazione.

Dove collocare l’unità esterna

L’unità esterna deve poter scambiare aria liberamente e rimanere accessibile per l’assistenza. Una collocazione troppo chiusa può favorire il ricircolo dell’aria, ridurre le prestazioni e amplificare il rumore.

La posizione deve essere scelta considerando la distanza da finestre, camere da letto, abitazioni confinanti e parti comuni. Devono inoltre essere gestite correttamente l’acqua prodotta durante lo sbrinamento e le vibrazioni trasmesse alla struttura.

Negli edifici condominiali è necessario verificare il regolamento, il decoro della facciata e l’eventuale interessamento delle parti comuni. In presenza di vincoli urbanistici o paesaggistici possono essere richieste ulteriori valutazioni.

Installazione, conformità e documentazione

L’installazione o la trasformazione di un impianto di riscaldamento deve essere affidata a un’impresa abilitata. Al termine dei lavori devono essere eseguiti i controlli, configurata la regolazione e consegnata la documentazione prevista, compresa la dichiarazione di conformità.

In base alle caratteristiche dell’intervento possono essere necessari anche l’aggiornamento del libretto d’impianto, gli adempimenti presso il catasto regionale degli impianti termici e le comunicazioni legate agli incentivi.

Un corretto collaudo deve verificare non soltanto l’accensione della macchina, ma anche portate, temperature, risposta dei terminali e funzionamento nei diversi regimi.

Quanto costa installare una pompa di calore con termosifoni

Il costo non dipende soltanto dalla pompa di calore. Sul preventivo incidono la potenza, la temperatura di esercizio, la produzione di acqua calda sanitaria, gli adeguamenti elettrici e idraulici, la sostituzione di alcuni radiatori e le opere necessarie per collocare l’unità esterna.

Possono influire anche:

  • dimensioni e tipologia del bollitore;
  • necessità di un accumulo inerziale;
  • distanza tra unità interna ed esterna;
  • difficoltà di accesso;
  • adeguamento della potenza elettrica;
  • trattamento dell’acqua dell’impianto;
  • pratiche e progettazione;
  • rimozione del vecchio generatore;
  • configurazione e avviamento.

Per questo motivo, una stima attendibile richiede un sopralluogo. Il preventivo dovrebbe distinguere chiaramente apparecchiature, accessori, lavori idraulici, interventi elettrici, eventuali terminali, documentazione e messa in servizio.

Incentivi per le pompe di calore nel 2026

Nel 2026 la sostituzione di un impianto esistente con una pompa di calore può rientrare, in presenza dei requisiti previsti, nelle detrazioni per la riqualificazione energetica o negli incentivi del Conto Termico 3.0.

Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, l’Agenzia delle Entrate indica una detrazione ordinaria del 36%, elevata al 50% nei casi riguardanti l’abitazione principale e nel rispetto delle condizioni stabilite dalla disciplina vigente. I requisiti devono essere verificati in relazione all’immobile, al soggetto che sostiene la spesa e all’intervento effettuato. Le informazioni aggiornate sono disponibili nella sezione dell’Agenzia delle Entrate dedicata alla riqualificazione energetica.

Il Conto Termico 3.0 comprende la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore e sistemi ibridi o bivalenti. L’importo effettivo non coincide necessariamente con una percentuale applicata all’intera fattura, perché viene determinato secondo caratteristiche tecniche, prestazione stagionale e massimali previsti dal meccanismo. Le condizioni sono consultabili sul sito del GSE.

La scelta tra detrazione fiscale e contributo deve essere effettuata prima di avviare pagamenti e adempimenti, verificando requisiti, documentazione, tempi e cumulabilità.

Pompe di calore con termosifoni in Sardegna: progettazione Sogartech

Il clima generalmente mite della Sardegna può creare condizioni favorevoli all’impiego delle pompe di calore, ma non rende superfluo il dimensionamento. Un’abitazione nell’entroterra presenta esigenze differenti rispetto a un edificio costiero, così come cambiano dispersioni, esposizione e temperature minime locali.

Sogartech progetta e installa impianti idrotermici e sistemi di climatizzazione in Sardegna per abitazioni, attività commerciali e strutture produttive.

Il servizio comprende la valutazione dell’edificio, il controllo dell’impianto esistente, la scelta della tecnologia, l’installazione e la messa in servizio. L’azienda opera attraverso le sedi di Sestu e San Gavino Monreale, seguendo interventi in tutto il territorio regionale.

Prima di sostituire la caldaia è quindi opportuno verificare se i termosifoni possono lavorare alla temperatura prevista, quali modifiche risultano realmente necessarie e quale configurazione può offrire il miglior equilibrio tra comfort e consumi.

Per ricevere una valutazione personalizzata è possibile richiedere un preventivo gratuito a Sogartech.

Contattaci telefonicamente allo 070.238671 oppure scrivi all’indirizzo info@sogartech.it

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L’Azienda

La nostra è un’azienda operativa da oltre 20 anni, in grado di rispondere in modo adeguato alle esigenze del mercato. Abbiamo scelto di focalizzare le nostre attenzioni e di specializzarci su diversi segmenti: Sicurezza (Antintrusione, TVCC, videosorveglianza, antifurto), Antincendio (impiantistica e rilevazione fumi), Sanificazione dell’Aria e più recentemente siamo entrati anche nel settore Fotovoltaico e in quello Idrotermico.

Siamo sempre alla ricerca delle più recenti ed innovative tecnologie per poter offrire alla nostra clientela le soluzioni più appropriate alle loro esigenze. Offriamo tutto il supporto sia tecnico che commerciale, a partire dalla progettazione fino alla realizzazione dell’impianto e alla consegna chiavi in mano. Operiamo in tutta la Sardegna, garantendo un efficiente servizio di assistenza post installazione e offrendo ai clienti Contratti di Assistenza personalizzati.